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La pulitura dei materiali lapidei
Risultati:
I depositi superficiali, le croste nere e gli altri prodotti di
degrado delle pietre esposte in ambienti aggressivi possono essere
rimossi con procedimenti di pulitura non dannosi ed efficaci. La
pietra può così riacquistare l’originario splendore cromatico,
mantenendo la propria integrità strutturale e la patina del tempo.
Vantaggi:
Le tecniche di pulitura proposte sono ritenute ottimali per la
conservazione delle pietre, in quanto non distruggono la loro
struttura cristallina, non provocano asportazioni di materiale sano,
non generano microfratture, lesioni, alterazioni cromatiche e rugosità
della superficie. Non si richiedono trattamenti di neutralizzazione;
gli operatori non sono esposti al pericolo della silicosi; non si
realizzano assorbimenti di grandi volumi di acqua nè apporto di
dannosissimi sali solubili. L’operazione è assolutamente silenziosa,
ecologica e “pulita” (assenza di polveri).
Impiego:
Il trattamento è indicato per la pulitura di pietre naturali e
artificiali, cementi decorativi e intonaci di pregio, paramenti ed
elementi decorativi in cotto.
Tecnica:
Il metodo proposto è costituito da un insieme di tecniche che,
selezionate ed applicate opportunamente caso per caso, realizzano il
massimo rispetto per l’integrità dei materiali trattati. L’operazione
principale è il lavaggio con acqua nebulizzata, prodotta da apposite
apparecchiature progettate per ottenere la massima flessibilità di
impiego ed il minimo consumo di acqua. L’azione emolliente e dilavante
dell’acqua nebulizzata può essere coadiuvata da una leggera brossatura
manuale con spazzole di saggina o con l’additivazione di idonei
tensioattivi neutri. Le croste particolarmente compatte e persitenti
sono trattate con impacchi di resine a scambio ionico o di sali
complessanti a pH neutro. lì trattamento può essere infine integrato
con oculati e puntuali applicazioni di microsabbiatura controllata a
bassa pressione, con l’impiego di adeguati abrasivi di durezza e
granulometria controllata.
Collaudo:
Controllo della residua presenza di sali solubili e della rugosità
della superficie trattata, confrontata con quella rilevata prima
dell’operazione di pulitura.
Specifica di capitolato
Pulitura delle superfici mediante uso di acqua nebulizzata, generata
da apposite apparecchiature che realizzino il minimo impiego di acqua
(max 5 l!h per ugello). Eventuale integrazione del trattamento con
impacchi di resine a scambio ionico o di sali complessanti a pH
neutro, seguiti da lavaggio con acqua a bassa pressione, o da puntuali
interventi di microsabbiatura controllata a bassa pressione.
L’operazione deve garantire il mantenimento dell’integrità
chimico-fisica dei materiali trattati.
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